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Attività del Vulcano

Informazioni utili a cura del Vulcanologo Dott. Salvatore Caffo:

 

Cronaca dell’evento eruttivo del 19 – 27 maggio 2021. Considerazioni

Grazie al lavoro dei ricercatori e dei tecnici dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia, sezione di Catania (Osservatorio Etneo) i cittadini e le altre istituzioni, usufruiscono di dettagliate informazioni sullo stato del Sistema Vulcanico dell’Etna. Attraverso le descrizioni dei fenomeni vulcanici e sismici contenute nei report e nei bollettini pubblicati sul sito www.ct.ingv.it e a disposizione di chiunque, possiamo fare le nostre elucubrazioni, spesso anche rimanendo comodamente seduti in poltrona e commentando sui più noti web social.
È proprio grazie alla notevole mole di informazioni, che giornalmente possiamo consultare e del pluri-decennale rapporto di collaborazione scientifica tra l’INGV-OE e l’Ente Parco dell’Etna, che esprimo una valutazione circa il rapporto Uomo-Natura e la gestione del Territorio, soprattutto in un’area protetta di valenza planetaria (21/6/2013 iscrizione del Mont Etna nella World Heritage List), primo parco naturale siciliano, istituito con D.P.R.S. n. 37 del 1987 ai sensi della Legge regionale n. 98 del 1981, prima Legge quadro sulle aree protette varata dall’Assemblea regionale siciliana, ben 10 anni prima della Legge quadro varata dal Parlamento italiano, n. 394 del 1991 sui Parchi e le riserve nazionali.
Premessa
La sera del 13 dicembre 2020 si è osservata un’intensa attività stromboliana, accompagnata da forti boati e dall’emissione di ceneri dal Cratere sub-terminale di Sud-Est. Si aprirono due fessure eruttive sul fianco meridionale dell’edificio vulcanico del Cratere di Sud-Est, che diedero vita a due distinte colate laviche che si propagarono rispettivamente in direzione Monte Frumento Supino e Torre del Filosofo-apparati eruttivi dell’eruzione del 2002-2003, noti localmente come “Crateri Barbagallo”. Piccoli flussi piroclastici nell’area sommitale e un’intensificazione dell’attività esplosiva conducevano intorno alle ore 14.00 (Ora locale) del 14 dicembre 2020 alla formazione di una nube eruttiva che si disperdeva in direzione Sud, raggiungendo una quota massima di circa 4 km sul livello del mare. I rilevi di campagna consentivano di osservare la mancanza della porzione Sud-Ovest del cratere di Sud-Est, in seguito ad imponenti fenomeni di collasso. L’attività continuava al Cratere di Sud-Est e alla Voragine sino all’alba del 15 dicembre con l’abbondante emissione di cenere diretta a Sud e la ripresa dell’emissione di lava dalla nicchia di frana apertasi sul fianco sud-occidentale del Cratere di Sud-Est.
Seguirono eventi eruttivo-esplosivi-parossistici dal 20 al 22 dicembre 2020, il 18 gennaio 2021 e dal 16 febbraio 2021 all’1 aprile 2021. Quest’ultima serie di episodi vulcanici violentemente esplosivi parossistici, li ricordiamo anche e soprattutto per l’impatto che hanno avuto in seguito alla ricaduta di enormi quantità di piroclastiti di granulometria da blocchi a bombe a scorie sino a lapili e ceneri, nei comuni etnei, del messinese, del siracusano e della città di Catania.
Dalla fine dell’ultimo evento nell’area craterica sommitale, si sono osservate dal Cratere S.T. di Nordest, saltuarie emissioni di ceneri grigie; dalla Bocca Nuova, diversi episodi franosi sia della parete settentrionale del recinto craterico che degli apparati formatisi al suo interno.
Il 19 maggio, il Cratere S.T. di Sudest, sino ad allora interessato da sporadiche attività di non forte intensità, ha prodotto una nuova attività stromboliana evolutasi in una potente attività di fontanazione di lava, accompagnate dall’emissione di ceneri disperse prevalentemente nel settore orientale e nordorientale, nonché da fortissimi boati ed emissione di una colata lavica sviluppatasi sempre in direzione Sud-Ovest, i cui prodotti si sono sovrapposti ai precedenti.
Questi eventi vulcanici parossistici si sono prodotti sino al 27 maggio 2021 e sicuramente nei giorni successivi alla redazione di questo articolo, continueranno ancora.
Secondo alcuni ricercatori gli eventi registrati a maggio, rappresenterebbero la coda della sequenza parossistica (16/2/2021-1/4/2021) in assenza di nuova immissione di magma, mentre altri studiosi sostengono che rappresentano un ciclo di eventi legati ad una nuova alimentazione profonda occorsa nei mesi scorsi. Non intendo approfondire nessuna delle due ipotesi, quanto piuttosto commentare ulteriormente quanto scritto sulla mia pagina personale di FB una settimana fa, prima che si generassero altri parossismi in pochi giorni: <<e ancora…e ancora….assisteremo a queste imponenti manifestazioni vulcaniche, governate da fenomeni fisici e chimici che si sviluppano allorquando il sistema magmatico si trova in certe condizioni termodinamiche. …. È accaduto un innumerevole numero di volte e accadrà ancora! Dovremmo reimparare dai bambini e guardare con curiosità e meraviglia, la genesi di nuova crosta terrestre ma, allo stesso tempo, con umiltà procedere sia nella ricerca della dinamica della Natura che alla corretta gestione del territorio. Dipende da noi se un fenomeno naturale può rappresentare un problema per il nostro modello di sviluppo territoriale. Aiutiamo la Protezione Civile e aiutiamo chi si impegna per la protezione dell’ambiente, nonostante i tanti problemi. Ricuciamo le ferite inferte al territorio e lasciamo ampi spazi liberi dall’impatto inevitabile di un Vulcano attivo come l’Etna. Siamo parte del tutto ma possiamo fare in modo che ciò di cui facciamo parte non ci sovrasti, non seguendone le regole!>>
L’Etna, presenta una lunga e travagliata storia eruttiva come abbiamo potuto apprendere dagli scritti di Diodoro siculo, Tucidide, Eschilo, … Cicli eruttivi culminati in attività violentemente esplosive si sono determinati moltissime volte, condizionando la vita delle popolazioni residenti alle sue pendici. I vari fenomeni vulcanici, non possono essere disgiunti dalle complesse e variabili fenomenologie termodinamiche occorse nel tempo sull’Etna, pena l’interpretazione fenomenologica in chiave sensazionalistica, poco rispondente alla storia geodinamica del complesso poligenico etneo. Allo stesso tempo, ci devono far riflettere circa il nostro rapporto con il territorio, facendoci ricordare che è il Vulcano a stabilire le Regole del gioco e a noi spetta comprendere l’importanza fondamentale dello Studio finalizzato ad una accurata Prevenzione e Previsione, ai fini della sicurezza e della corretta pianificazione territoriale in un’area densamente popolata.

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